Mons. Ennio Innocenti è molto noto, se non altro perché ha scritto moltissimi libri e tutti hanno riscosso un grande successo senza bisogno di tanta pubblicità.
Mi è capitato ultimamente di leggere non solo un suo libro "Critica alla psicoanalisi", ma anche alcuni suoi interventi registrati da alcune conferenze che mi hanno colpito per il tono e per altri motivi che illustrerò di seguito.
Sicuramente la sua battaglia principale è quella di debellare la cosiddetta gnosi che secondo lui ha invaso il mondo a partire dal '400 fino ai giorni nostri camuffandosi come dottrina cristiana. Egli nelle sue conferenze cita moltissimi autori e si presenta come un uomo autorevole che ha studiato teologia e filosofia. Insomma una voce imperiosa che si erge contro tutti per difendere il vero cristianesimo.
A priori questo intento non lo trovo deprecabile, anzi lo trovo auspicabile; tuttavia quali mezzi abbiamo per essere così certi di avere in mano le chiavi che solo Cristo aveva?
In un testo di una sua conferenza, che allego, (a scanso di errori di trascrizione) egli afferma " ho conosciuto tanta gente anche protestante, ortodossa ecc e tutti costoro erano ottimi cristiani ma erano inconsapevoli che dietro la loro teoria fideistica c'era la gnosi" ?????
Già questo la dice lunga sulla sua presa di posizione: chi può giudicare se uno è un buon cristiano oppure no. Cristo stesso non ha forse detto non giudicate? La sua affermazione contiene già la sua smentita, se questi poveri inconsapevoli di essere sotto la minaccia gnostica erano però dei buoni cristiani beh allora dov'è il punto? Si potrà dedurre anzi che un buon cristiano non è costruito in definitiva dalla teoria, ma dal suo rapporto personale con Cristo.
In questa conferenza prende a pesci in faccia tutti i pensatori del medioevo fino a quelli più recenti, Leonardo, ma anche Galilei sarebbe gnostico e la reazione della chiesa verso i suoi studi se la è andata a cercare...mah...
E poi la gnosi, che significa conoscenza, è parte della dottrina cristiana e se si riprensenta vuol dire che è insita nel messaggio, in caso contrario sarebbe decaduta come tante teorie strampalate. A me particolarmente non interessa citare autori ecc. ma vorrei riflettere sul piano squisitamente umano. Innanizitutto credo che bisogna fare una distinzione tra gnosi e gnosticismo. La gnosi è così nella sua forma pura una conoscenza, sottile, sapienziale; lo gnosticismo è assolutizzare la gnosi trasformandola in un idolo.
Se mi schiero contro la gnosi, mi schiero allora contro il processo di conoscenza umano che ha portato l'uomo fino a qui. La gnosi che c'è anche nel cristianesimo è insita nell'uomo: la Genesi la contrapposizione dell'albero della vita e dell'albero della conoscenza, il peccato originale è descritto come la scelta di Adamo di nutrirsi all'albero della conoscenza. E questo quindi dovrebbe giustificare un attacco verso chi persegue la ricerca, la conoscenza. Quindi la conoscenza è male!
Mons. Innocenti cita la Kabbalah come il massimo esempio di gnosticismo diabolico, bene è la Kabbalah stessa che chiarisce il ruolo della conoscenza: l'albero della vita non è altro che l'albero della conoscenza sostenuto dal pilastro della Misericordia quello centrale quello che rappresenta la via a Dio. Come a dire che sì la conoscenza può essere male, se è disgiunta da Dio, dalla fede in lui; ma se la conoscenza è ancorata nella fede e nell'amore di Cristo la conoscenza diventa un mezzo importantissimo per l'uomo nel suo cammino.
Se sosteniamo il contrario, condanniamo l'uomo e le sue facoltà mentali anziché metterle al servizio del cammino che ciascuno di noi è chiamato a fare.
Sarebbe ora che la si smettesse di volere mantenere la gente nell'ignoranza e si dicesse a chiare lettere che l'uomo, in prima persona è chiamato a seguire Cristo in un suo cammino personale che è anche di conoscenza esteriore ed interiore. La fede è necessaria ma va coltivata e non si può inculcare. Mons. Innocenti si scaglia anche contro molti papi accondiscendenti, io invece ho l'impressione che chi sa realmente taccia e venga mandato avanti qualcuno che urla ai quattro venti cos'è la cosa giusta da fare e che la storia va processata perché sbagliata.
Se sosteniamo che la gnosi è male, allora dovremmo sostenere che anche la vita dell'uomo è male, ma questo, anche il Mons. lo dice, non è il messaggio cristiano e allora? Perché non ammettere che l'uomo per arrivare a Cristo ha bisogno di un cammino di crescita interiore, di fede ma che è anche accompagnato da conoscenza?: Teresa d'Avila non è stata forse fatta dottore della Chiesa? Sì, perché lei pur essendo mistica, ha testimoniato il suo travaglio interiore, la sua crescita personale, la sua ricerca nei testi, nel confronto con i confessori e quindi anche il suo è stato un percorso gnostico come quello di ciascuno di noi.
E poi il discorso dell'interpretazione di come Dio crea il mondo, non direi che è gnosi ma speculazione filosofica teologica che per la fede non ha nessuna importanza. E' questo che bisogna dire a grandi lettere, caro Monsignore, che se ognuno di noi ha fede vera non c'è teoria che la spenga perché deriva dalla fonte. Le ricerche, la simbologia, gli archetipi, ben vengano se mi fanno comprendere un pò di più di me stesso e degli altri grazie anche a queste conoscenze loderò ancora di più il Creatore.
E bisogna dire anche questo che la vera fede quando c'è non ha bisogno di fondare nuovi organismi, nuovi gruppi militanti, associazioni, ma ha semmai bisogno di espandersi e guardare all'umanità. Non è forse l'umanità la vera Chiesa di Cristo?
Tutto questo denunciare, giudicare ecc. fa trasparire solo una grande paura che la fede non sia sufficientemente forte da tollerare i dibattiti filosofici. Si pensa che la gente comune debba essere preservata dalla conoscenza se no cade in tentazione e per carità questo può succedere, come dicevo prima che qualcuno cada nello gnosticismo, tuttavia la fede passa tramite l'uomo ed è qualcosa di assolutamente personale che non può essere proclamato come un dictat o demandato ad altri. Non è certamente con i proclami che si istruisce la persona semmai accompagnandola nella sua ricerca.
L'atteggiamento di chiusura è segno di grande debolezza, Panikkar lo ha spiegato molto bene. Che problema c'è se confronto la mia fede con altre teorie? Chi lo dice che questo confronto non rafforzi il mio sentire ed il mio credo?
Rispetto poi alle critiche sull'esistenzialismo e l'umanesimo, non è affatto vero che è morto, diciamo che si è laicizzato.
Questo dovremmo dire ad alta voce: la psicologia umanistica nata nel '900 ha usurpato i valori del cristianesimo vecchi di più di 2000 anni facendoli suoi, come dice Don De Capitani perché il critianesimo è un umanesimo integrale ed il dilagare della psicologia umanistica denota solo una mancanza di comunicazione da parte della Chiesa stessa che invece di confrontarsi, denuncia e così perde coloro che pur essendo sensibili ai temi dell'uomo non sono magari ancora certi di volere aderire ad una organizzazione.
Sì è vero c'è bisogno di chiarezza, ma questa è auspicabile che derivi da fede illuminata.
Ecco il link della conferenza:
Conferenza Analisi Gnosi Moderna di Ennio Innocenti