Facciamo il punto sulle radiazioni   Stampa questo documento dal titolo: . Stampa

radiazioni Le radiazioni più pericolose in assoluto per l'uomo ed in generale per gli esseri viventi sono le radiazioni ionizzanti, raggi X e raggi ? queste ultime derivate principalmente da decadimento radioattivo di sostanze artificiali e/o naturali.
L'effetto di queste radiazioni dipende dalla durata dell'esposizione, dalla dose e dal tipo di tessuto colpito. In genere l'esposizione, a parità di dose e di tessuto, risulta essere più tollerata se frazionata e prolungata rispetto ad una intensa e breve, in quanto alcuni danni possono essere riparati in corso di esposizione, mentre nel caso dell'esposizione breve ed intensa i danni possono essere molto gravi ed i meccanismi di autodifesa risulterebbero insufficienti.
I danni per esposizione prolungata a piccole dosi radioattive si presentano tardivamente: aumenta la probabilità di ammalarsi di leucemia, oppure di sviluppare tumori alle ossa, alla pelle o di avere danni cronici agli occhi come la cataratta ecc. L'unità di misura di queste radiazioni è il Gy (Gray); si può stilare una classifica della mortalità in base all'intensità della dose:

> 5-6 Gy si ha morte certa in pochi giorni
2< dose >4,5 Gy la mortalità è ancora elevata
1< dose> 2 Gy i disturbi sono lievi e la mortalità è scarsa
<1 Gy si ha reversibilità dei disturbi acuti e la mortalità è quasi nulla

Altre radiazioni potenzialmente dannose sono quelle ultraviolette soprattutto, quelle radiazioni cioè emesse dal sole. L'irraggiamento naturale può provocare danni a livello epidermico in condizioni di esposizione prolungata.
Tuttavia c'è da aggiungere che le stesse radiazioni prodotte artificialmente, magari in dosi più elevate hanno molta probabilità di causare gravi alterazioni del metabolismo cellulare ed avere un'azione mutagena.
Gli UV-A sono i principali responsabili dell'invecchiamento della pelle, sono comunque i raggi meno dannosi (solo ad alte dosi possono provocare ustioni). Gli UV-B sono ritenuti una delle principali cause di cancro alla pelle come il melanoma. La radiazione ionizza le molecole di DNA delle cellule della pelle formando dei dimeri di pirimidine (timine). Due basi adiacenti di timina non si legano in modo normale, ma causano una distorsione dell'elica del DNA, interferiscono con i meccanismi di copia e in generale con il funzionamento del DNA. Se il numero dei dimeri presenti è modesto allora avviene facilmente la riparazione grazie alla DNAasi o grazie al meccanismo con il quale il DNA ripiegandosi permette a due segmenti distanti di avvicinarsi e di sintetizzare un nuovo segmento rimuovendo quello danneggiato.
La riparazione è agevolata dalla luce (UV-A) che allunga il tempo di una delle fasi del ciclo mitotico della cellula dandole così il tempo di attivare tutti i meccanismi di riparazione. Se la riparazione non è possibile o è insufficiente si ha una trasformazione neoplastica o addirittura morte della cellula.

Pubblicazione del: 30-10-2009


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