Radon: il gas radioattivo in casa
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Il Radon (Rn) è un elemento radioattivo che deriva dal decadimento del Radio che a sua volta deriva dal decadimento dell’Uranio. E’ un gas pesante e si trova comunemente nel suolo e nelle rocce. Da un pò di anni è indicato come una delle maggiori cause del tumore al polmone, in quanto si è visto che si accumula nelle abitazioni, risalendo dal sottosuolo e filtrando attraverso i muri.La pressione all’interno delle mura domestiche è leggermente inferiore di quella all’esterno pertanto il gas Radon tende a ristagnare in casa.
Un accorgimento molto utile è quello di arieggiare l’ambiente molto spesso. Tuttavia questo accorgimento può non bastare in quelle case molto sature del gas. Prima di fare qualsiasi cosa è bene misurare la quantità di Radon presente fra le mura domestiche tramite rivelatori attivi (strumenti che danno una misura istantanea) oppure tramite strumenti passivi sensibili alle particelle Alfa di decadimento che raccolgono i dati; le loro pellicole o camere devono poi essere portate presso laboratori di analisi per farne elaborare il risultato.
In Italia non esiste un limite dichiarato di legge per le abitazioni, tuttavia si fa riferimento alla normativa europea che fissa il valore massimo di concentrazione in 400 Bq/m3 (Bequerel al metrocubo) per gli edifici già esistenti, si riduce alla metà per gli edifici nuovi.
E se si scopre di superare il limite? E’ necessario fare interventi di bonifica, come ad es. pressurizzare lievemente l’interno della casa, oppure installare impianti di areazione forzata oppure trattare le mura con agenti specifici. E’ da tenere presente che il Radon ha un tempo di decadimento abbastanza breve, ca 3,8 gg quindi risulta essere importantissima la sua concentrazione.
Gli enti di riferimento per questo problema sono le ARPA (Agenzie Regionali per la Potezione Ambientale).
Pubblicazione del: 30-10-2009
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