I fiori di Bach e donne operate al seno
Wednesday, September 16, 2009, 10:11 -
FloriterapiaInserito da Amministratore

Riporto qui uno stralcio di uno studio di applicazione dei
Fiori di Bach effettuato presso il servizio di Medicine complementari del Centro per lo Studio e la Prevenzione Oncologica di Firenze negli anni 2002/2003.
"63 donne operate di carcinoma mammario si sono rese disponibili ad essere trattate, per i loro disturbi (in genere disturbi menopausali spontanei o da terapia antiestrogenica), con i Fiori di Bach, e , in casi selezionati, con l’insegnamento di tecniche di rilassamento. La valutazione dell’efficacia del trattamento si è basata sul questionario SF-36, questionario sulla qualità di vita validato in Italia su più di 7000 soggetti. Il questionario, autosomministrato, valuta nove aree differenti:attività fisica, ruolo e salute fisica, dolore fisico, percezione dello stato di salute generale, vitalità, attività sociali, ruolo e stato emotivo, salute mentale, cambiamento nello stato di salute.
In tutte le nove aree, valutate prima del trattamento e dopo due mesi, si sono verificati miglioramenti statisticamente significativi (p<0,05).
I Fiori di Bach sono stati prescritti utilizzando un test che si basa sul ritmo craniosacrale della persona, quindi senza utilizzare il colloquio. Il numero di essenze per miscela è stato mediamente di 6. Al primo incontro sono state riscontrate alcune essenze in percentuale statisticamente maggiore di quella attesa (p<0,01):
Star of Bethlem: 53%
Holly 50%
Walnut 50%
Pine 35%
Chicory 26%
Cherry Plum 25%
La percentuale così alta dei primi tre fiori è tale da poter suggerire addirittura una loro prescrizione in associazione in sede postoperatoria, prima ancora che la donna si rivolga al servizio di medicine complementari, permettendo così di rivolgersi a molte più pazienti. Al secondo incontro, i fiori prescritti con frequenza statisticamente significativa sono:
Pine 37%
Chicory 41%
Cherry Plum 33%
Non troviamo quindi più Star, Holly e Walnut (almeno non significativamente), che evidentemente sono stati armonizzati, mentre restano i tre che già trovavamo al primo incontro, che hanno bisogno di più tempo per essere armonizzati, e che, nella esperienza clinica dei senologi , sono ben rappresentativi di molte caratteristiche psichiche delle donne che si ammalano di tale malattia.
Ritengo interessanti questi dati proprio perché la prescrizione dei fiori si è basata su un test riproducibile e notevolmente indipendente dall’operatore, pertanto non influenzabile dalle sue convinzioni sui fiori necessari alle pazienti in oggetto. Il colloquio con la paziente ha avuto il fine di spiegare i fiori prescritti, e l’efficacia di esso è stata in gran parte dovuta al fatto che la paziente riconosceva se stessa nel ritratto descritto dai fiori testati senza che il medico avesse ascoltato la sua storia, né i suoi problemi. Molte pazienti stanno continuando il trattamento coi fiori, nonostante abbiano già raggiunto uno stato di benessere a dir loro soddisfacente, perché riconoscono ai fiori un ruolo di "accompagnamento" nel loro percorso di guarigione."
Lo studio qui presentato è stato svolto dal medico Dott.ssa Silvia Cecchini presso il Centro per lo Studio e la Prevenzione Oncologica di Firenze (Istituto scientifico della Regione Toscana) Servizio di Medicine Complementari, ambulatorio per le donne operate di tumore del seno.